Elisa Perrone: una passione per la caccia e per la natura!

6 ottobre 2021
Elisa Perrone

Continua la rubrica dedicata ai nostri ambassador! Oggi conosciamo più da vicino Elisa Perrone e la sua passione per la caccia. Una ragazza sempre sorridente e innamorata della natura e della propria passione tanto da compiere parecchi sacrifici per viverla appieno! 

Ciao Elisa, grazie innanzitutto di averci concesso questa intervista! Chi è Elisa?

Elisa Perrone, classe 1997, diplomata in materie agrarie ad indirizzo forestale (utilizzazione, gestione e lavori in bosco) tecnico-agronomo, in formazione anche per personale scolastico ed influencer per diverse aziende anche nel settore venatorio.

Da sempre è un’amante della natura; è una giovane cacciatrice e neo canaia con una forte propensione per la scrittura e la poesia. La sua più grande passione è la caccia al cinghiale, che pratica in una squadra in provincia di Savona.

Da sempre amante dello sport e della montagna (nuoto, pattinaggio rollers, enduro, palestra, sci e da pochi mesi, è diventata un’aspirante ciclista) e di cucina (vi posso assicurare che sono anche di buona forchetta).

Quando e come nasce la tua passione per la caccia?

È tutto nato all’improvviso… come un’immensa storia d’amore. Le emozioni furono forti, ed il cuore accelerava sempre di più ad ogni secondo che passava. Tutto nacque in un paesino di montagna in Alta Val Bormida, dove passai la mia più bell’infanzia: tra un sorriso, una scappata e gli occhi che brillavano come stelle di felicità.

Era fine estate, me lo ricordo benissimo. Abitavo in un piccolo borgo, con maggior parte dei vicini cacciatori; scesi immediatamente dal letto appena sentii i cani ululare, era lui, così affascinante, così uomo, forte, che baciava i cani che scodinzolavano dalla felicità…

Erano appena le cinque di mattina, non era da me alzarmi così presto, non era da me sentire quei suoni così distanti, di notte non mi mettevo mai l’apparecchio acustico (per un’ipoacusia bilaterale). Era tutto così strano, ero contenta di aver sentito suoni che fino allora per me non erano esistiti.

Lui, C. era contento di vedermi anche se nello stesso tempo lo notavo turbato a vedermi in giro già di prima mattina. I miei li conosceva e voleva che tornassi a casa, per non combinare guai. Io imploravo per andare con lui almeno per vedere cosa facevano e per conoscere gli altri cani nel punto di ritrovo. Fu così che mi ritrovai il volante in mano, in braccio a lui felice come non lo ero mai stata.

In me sentivo la voglia di vivere una nuova avventura nei boschi, il mio luogo preferito, dove ritrovo sempre la pace, vedere l’alba magari camminando lungo un sentiero, guardare i cani felici, i sorrisi delle persone che avevo al fianco. 

Avevo visto una volpe, un topo, un serpente e un capriolo! Sentivo tanta vita in un luogo così bello, quando ancora le persone sognavano e il silenzio regnava. C. mi teneva per mano, e per un attimo mi porse il guinzaglio, e il cane mi volse il suo sguardo, gli sorrisi; in me tutto cambiò da quell’esatto momento. 

Avevo 13 anni, quasi 14 quando mia nonna mancò… da quel momento ho cambiato vita, paese, scuola, ed è lì che ho sentito la trasparenza di quella passione nata molti anni prima, che quasi non la vedi, ma la senti quando ti manca, che ti sconvolge il cuore, come l’aria, come un uragano. Volevo rivivere quei esatti momenti. Ogni tanto ci pensavo “Andrò a caccia un giorno, lo sento. Devo. Magari non oggi, non domani ma un giorno”. Ogni tanto ne parlavo con i miei, ma mai gli davano così tanta importanza, alla fine non c’è da sorprendersi… la mia famiglia era ed è tutt’ora anticaccia

Il punto di svolta fu il 10 ottobre 2016: mentre prendevo la Patente A2 della moto, conobbi un ragazzo (siamo tutt’ora amici). Mentre aspettavamo di fare l’esame ci raccontammo le nostre  passioni e da lì scoprii che avevamo molte cose in comune, tra cui la caccia. È stata dura all’inizio accettare il suo invito nella sua squadra, avevo paura, ma nello stesso tempo sentivo la voglia in me crescere, di ritrovarmi in quei momenti.  Alla fine andari ed ero felice di vivere momenti con loro, mi insegnavano tante cose, mi facevano ridere. Mi hanno dato l’opportunità di rinascere, di crescere (per le molte responsabilità) ed io l’ho fatto.

Tutti i sacrifici di tempo, denaro, le litigate, le lezioni nascoste del corso per prendere il porto d’armi… ho stravolto la mia vita per una nuova. La strada non è stata facile anche perché ho lavorato sodo per mantenere tutte le spese, che per come tutti sanno non sono spese da poco, soprattutto per una ragazza come me e un lavoro stagionale. 

Ricordo le mie prime padelle, i pianti, i cani al fermo, il primo cinghiale con il tremolio alle mani e alle gambe, il cuore che pulsava all'impazzata, l’adrenalina nelle vene, le mie urla alla radio, il battesimo e poi il secondo e terzo cinghiale, emozioni uniche che mi hanno fatto sentire viva. Le cene, le prese in giro alla radio, le risate, le litigate, le difficoltà, le delusioni, le vittorie, le sconfitte… fanno tutte parte di questa meravigliosa squadra che non scambierei per nessun’altra, per me è come una famiglia, senza nessuna preferenza.

Le cose da imparare e da vivere, di questa bellissima passione erano e sono ancora tante per me, ma la voglia di apprendere e di sorridere non svanirà… “perché se fa tremare il cuore… lo farà per sempre, e per me ne varrà la pena, a qualunque costo”.

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Come nasce la tua passione per i walkie talkie e come mai hai scelto proprio Midland?

La mia passione per i walkie talkie nasce dall’idea di condivisione della propria passione, oltre che per un fattore non meno importante: la sicurezza.

Il primo ricordo che ho con la radio Midland è quello di mio papà che mi fece una sorpresa per il mio compleanno a Settembre e poi… le camminate con la mia amata nonna, nel bosco in cerca di funghi, nel periodo autunnale (quante belle soddisfazioni!)

Le risate alla radio, la condivisione delle emozioni e poi… l’innovazione, la qualità, l’affidabilità e la serietà dell’azienda hanno sempre catturato l’interesse della mia famiglia.

Non solo per le attività di outdoor abbiamo scelto questa azienda, ma anche per la nostra identità di motociclisti (enduro principalmente) rimanendo sempre connessi per sgasare nelle nostre mulattiere preferite (e che gassss).

Quale prodotto Midland credi che ogni cacciatore debba avere sempre con sé?

Io per la mia giovane esperienza di cacciatrice, canaia penso che la cosa più giusta da consigliare sia quella di avere sempre con sé un walkie talkie e per chi vuole – molto utili per svolgere la caccia in battuta in posta – gli auricolari. Io ho la G9 Pro Blaze edition, proprio dedicata alla mia tipologia di caccia: il cinghiale, di colore arancione Fluo, per la sicurezza soprattutto! Un altro prodotto che porto sempre con me è L’ER300, molto utile per ricaricare i cellulari ed altre apparecchiature/strumenti in caso di emergenza.

Per gli avventurieri, invece, consiglierei, come ho io, la action cam H9 per immortalare i nostri momenti di caccia, per poterli poi, condividere con i propri amici prendendoci anche in giro (soprattutto quando qualcuno padella! lì, ci escono dei film meravigliosi!).

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