Come funziona il VHF nautico per la comunicazione e sicurezza in mare
Chiunque frequenti il mare sa che la prudenza non è mai troppa. Molti diportisti alle prime armi commettono l’errore di affidarsi esclusivamente allo smartphone per le comunicazioni di bordo, ignorando che la copertura cellulare svanisce rapidamente allontanandosi dalla costa e che, in caso di emergenza, un telefono non permette di contattare contemporaneamente tutti i soccorritori e le imbarcazioni nelle vicinanze.
È qui che entra in gioco il VHF marino, lo strumento che rappresenta il vero cordone ombelicale tra l'imbarcazione e la terraferma. In questo articolo esploreremo nel dettaglio a cosa serve il VHF marino, quando diventa un obbligo di legge e come padroneggiarne il funzionamento per navigare in totale serenità.
A cosa serve il VHF marino?
Il VHF (Very High Frequency) è un sistema di radiocomunicazione internazionale operante sulla banda nautica. Ma, concretamente, a cosa serve il VHF marino durante la navigazione? Le sue funzioni principali si dividono in tre categorie vitali:
Sicurezza e Soccorso: È lo strumento primario per inviare richieste di aiuto (Mayday) o segnalazioni di pericolo (Pan-Pan). Grazie alla portata radio, il tuo messaggio viene ricevuto non solo dalla Guardia Costiera, ma anche da tutte le navi presenti nel raggio di ricezione, aumentando esponenzialmente le possibilità di soccorso rapido.
Bollettini Meteo: Attraverso canali dedicati, è possibile ricevere aggiornamenti costanti dal servizio "Meteomar", fondamentali per anticipare burrasche o cambi repentini delle condizioni marine.
Comunicazioni Operative: Serve per dialogare con i porti e la marina per richiedere l’ormeggio, o per coordinare le manovre con altre imbarcazioni vicine, evitando collisioni in zone trafficate.
Quando è obbligatorio il VHF in barca?
La legislazione italiana disciplina in modo dettagliato le dotazioni di sicurezza da avere a bordo. In questo contesto, una delle domande più comuni riguarda l'obbligo del VHF in barca.
Secondo il Codice della Nautica da Diporto, il VHF marino (sia esso fisso o portatile) è obbligatorio per tutte le imbarcazioni che navigano oltre le 6 miglia dalla costa.
Tuttavia, anche se si naviga entro questo limite, dotarsi di un apparato radio è caldamente consigliato: un imprevisto può accadere a qualunque distanza e la velocità di risposta di un segnale radio è ineguagliabile rispetto a quella di un cellulare. Ricorda inoltre che, per utilizzare legalmente la radio, è necessario che a bordo ci sia almeno una persona in possesso del Certificato Limitato di Radiotelefonista e che l’apparato sia dotato della Licenza di Esercizio.
Come funziona il VHF nautico: la tecnologia al servizio della navigazione
Per utilizzare lo strumento con consapevolezza, è utile capire come funziona il VHF nautico. A differenza delle radio civili, il VHF marino trasmette su frequenze comprese tra 156 e 174 MHz.
Il segnale viaggia per "linea di vista": questo significa che la portata dipende molto dall'altezza dell'antenna (più è alta, più lontano arriva il segnale) e dalla potenza dell'apparato. I VHF fissi operano solitamente a 25W, garantendo distanze notevoli, mentre i portatili operano tra i 5W e i 6W, risultando ideali per comunicazioni a corto raggio o come backup d'emergenza.
Molti modelli moderni integrano la tecnologia DSC (Digital Selective Calling), che permette di inviare una richiesta di soccorso digitale automatica includendo la posizione GPS esatta della barca premendo un semplice tasto rosso ("Distress").
Proprio come avviene per chi deve scegliere quale walkie talkie comprare per la montagna, anche in mare la qualità dell'hardware fa la differenza tra una comunicazione disturbata e una cristallina.
Come si usa il VHF nautico
Se è la prima volta che ti trovi davanti a una radio di bordo, ecco una breve guida su come si usa il VHF nautico seguendo l'etichetta internazionale:
Il Canale 16: È il canale internazionale di soccorso e chiamata. Deve essere mantenuto sempre in ascolto e non può essere usato per chiacchiere private.
Procedura di chiamata: Si chiama sul canale 16, si identifica l'interlocutore, e una volta ottenuta risposta, ci si sposta su un canale di lavoro (es. 09 o 72) per continuare la conversazione.
Tecnica di trasmissione: Premi il tasto PTT (Push-to-Talk) sul fianco del microfono, attendi un secondo, parla chiaramente e rilascia il tasto per ascoltare. Ricorda di concludere ogni frase con la parola "Passo" (Over).
Squelch e Volume: Regola lo squelch (il silenziatore di fondo) finché non scompare il fruscio fastidioso, ma senza esagerare, altrimenti rischierai di non sentire i segnali più deboli e distanti.
Come per il linguaggio CB dei camionisti, anche in ambito nautico esiste un linguaggio specifico per le comunicazioni con il VHF, ad esempio:
MAYDAY è il segnale che si trasmette per un immediato intervento d’emergenza. Insieme al mayday dovranno essere comunicati anche il nome della nave, la posizione, il motivo dell’emergenza e il numero dell’equipaggio coinvolto;
PAN PAN è un segnale che indica una richiesta di assistenza, ma non un pericolo immediato;
SECURITE’ è un segnale che viene lanciato per effettuare comunicazioni di sicurezza (non per forza in caso di emergenza).
Perché scegliere l’affidabilità Midland per la tua radio nautica
Capire come funziona il VHF nautico è solo il primo passo; il secondo è affidarsi a dispositivi costruiti per resistere all’ambiente più ostile: il mare. La salsedine, l'umidità e gli urti sono i nemici dell'elettronica. Midland progetta apparati VHF marini portatili, come il Midland Arctic, che combinano robustezza, certificazioni di impermeabilità IPX7 e IPX8, e semplicità d'uso, garantendo che, nel momento del bisogno, la tua voce arrivi forte e chiara a destinazione. Che tu stia cercando un apparato fisso per la tua imbarcazione o un palmare galleggiante per le tue uscite costiere, Midland ha la soluzione tecnologica per la tua sicurezza.
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